PROGETTO  “ LA DONAZIONE E’ UNA COSA BELLISSIMA” 

 

CL 2C  Istituto Comprensivo “P. Ferrari” Pontremoli

Docente referente : Zito Patrizia

 

 

1° PARTE

 

Solidarietà: significato

Breve storia dei trapianti

Cos’è l’AIDO

Come avviene un trapianto

Che cos’è la morte cerebrale?

Che cosa prevede la legge italiana

La posizione della Chiesa

 

2° PARTE

 

Testimonianze in Lunigiana

:  Alex e Suor Gesuina Brescia

Don Carlo Gnocchi

L’attesa della donazione

 

3° PARTE

 

La parola al Dott. Ezio Szorenyi

 Formulazione di un questionario

Proiezione di videocassette

Visita del presidente dell’AIDO Lunigiana

 

 4° PARTE

Realizzazione di un manifesto

 

 

 

BREVE STORIA DEL TRAPIANTO

 

Fin dall’antichità, l’uomo ha provato interesse per la possibilità di prolungare la vita o di ridare salute. Se ne trova traccia nella mitologia in numerose leggende e in rappresentazioni artistiche.

La nascita dei trapianti viene fissata dalla tradizione nel III secolo d.c., quando i Santi Cosma e Damiano fecero il miracolo di sostituire la gamba del loro sagrestano andata in cancrena, con quella di un uomo deceduto poco prima.

La storia scientifica dei trapianti d’organi ha inizio nel 1902, quando un chirurgo di nome Alexis Carrel mise a punto la tecnica per congiungere due vasi sanguigni:
il primo ostacolo che fu incontrato è stato il rigetto: l’organismo rifiuta i tessuti e gli organi estranei. Nel 1954 avvenne il primo trapianto di rene tra gemelli identici.

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L’AIDO

 

Nel 1971 un gruppo di cittadini di Bergamo diede vita all’Associazione Donatori Organi di Bergamo (D.O.B) per confrontarsi sul problema trapianti. L’iniziativa destò tale interesse     da ricevere decine di adesioni da tutta Italia. I promotori trasformarono la D.O.B.   nell’Associazione Italiana Donatori Organi, AIDO.

 

Lo Statuto dichiara che l’associazione è costituita tra cittadini favorevoli alla donazione volontaria e gratuita di organi, tessuti e cellule.

Le finalità sono quelle di promuovere il rafforzamento della solidarietà umana, sollecitare la coscienza della necessità della donazione di parti del proprio corpo, dopo la morte, per trapianti.

Compito dell’AIDO, quindi, è la diffusione della conoscenza dei problemi relativi ai trapianti per un

concreto impegno a superarli.

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COS’E’ UN TRAPIANTO?

In questi giorni è intervenuto nella nostra classe il presidente dell’ AIDO  Lunigiana ,Alberto Filippi, per  darci dei chiarimenti  in merito ai trapianti.

Ci ha spiegato che il trapianto è un’efficace terapia per alcune gravi malattie che colpiscono gli organi del corpo umano e che non sono curabili in altro modo. Grazie all’esperienza degli ultimi anni il trapianto consente al paziente una durata e una qualità di vita che nessun’altra terapia può garantire.

In seguito si è soffermato a spiegare la questione centrale della donazione organi, che è anche quella che trattiene molte persone dal diventare donatori: l’accertamento della morte cerebrale. 

La spiegazione è stata chiara ed abbastanza semplice: La morte cerebrale è uno stato irreversibile provocato dalla totale e definitiva perdita delle funzioni cerebrali. Con accertamenti clinici e strumentali si deve rilevare:

-lo stato di incoscienza

-assenza di riflessi a stimoli dolorifici

-assenza di respiro spontaneo

-elettroencefalogramma piato

-riduzione della temperatura corporea

-arresto del flusso ematico-cerebrale

Altra punto importantissimo è non confondere la morte cerebrale con il coma. Infatti il coma è una perdita di coscienza dovuta ad una sofferenza del cervello, potenzialmente reversibile. Durante il coma, le cellule del cervello sono vive, contrariamente a quanto accade cerebrale. L’individuo in stato di coma è considerato vivo a tutti gli effetti.

L’accertamento della morte cerebrale viene effettuato da un collegio di tre medici (medico-legale, anestesista-rianimatore, neurologo). Il periodo d’osservazione dura almeno sei ore per gli adulti, 12 ore per i bambini d’età tra un e 15 anno e 24 ore per i bambini d’età inferiore ad un anno.

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GLI ORGANI CHE SI POSSONO TRAPIANTARE

 

I ragazzi hanno eseguito alcune schede relative agli organi che si possono trapiantare. Questi sono:

cornea, pancreas reni, fegato, cuore, polmoni

 

.

CHIARIMENTI  AI DUBBI

 

In seguito abbiamo posto varie domande che ci hanno permesso di chiarire ulteriormente alcuni dubbi che c’eravamo posti.

Ad esempio, quante persone sono impegnate in un trapianto-espianto?

Circa 150 persone, perciò c’è sembrato chiaro che è in sostanza impossibile che tutte queste persone possano essere corrotte per un eventuale traffico d’organi. Questo sicuramente è uno dei quesiti più ricorrenti che la gente si pone quando si parla di donazione.

E’ possibile in Italia il mercato degli organi? Naturalmente no, c’è una legge dello stato che regola il trapianto degli organi (n° 91 del 1° aprile 1999) Gli organi non si possono né vendere né comprare.

In una persona morta il cuore può battere ancora? Il cuore deve battere ancora , altrimenti non sarebbe possibile spiantarlo perché sarebbe in necrosi. Il cuore , quando viene spiantato deve pulsare ancora .

Come vivono i trapiantati? Vivono una vita normale grazie al dono di un organo nuovo. Sicuramente rispettano di più il dono della vita perché hanno preso coscienza del pericolo di poterla perdere.

A chi dice no alla donazione è giusto donarglielo se ne avesse bisogno? Sicuramente, la solidarietà è un gesto gratuito che non richiede compensi o altro oltre la gratitudine.

Perché non donare gli organi?  Non tutte le persone si sentono pronte per affrontare la donazione. Molti sono i timori, primo fra tutti la paura di non essere veramente morti.  

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COSA PREVEDE LA LEGGE ITALIANA

 

Il Parlamento italiano ha approvato la legge in merito ai trapianti il 1° aprile 1999 :” Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti”

Abbiamo esaminato gli articoli più interessanti di questa legge e ne abbiamo fatto un breve riassunto.

Art.1:” La presente legge disciplina il prelievo di organi e tessuti da soggetto di cui si è accertata la morte e regolamenta le attività di prelievo e di trapianto di tessuti e organi…Queste attività costituiscono gli obiettivi del Servizio Sanitario Nazionale…”

Art.2: promuove l’informazione.

Art.3: regolamenta il prelievo di organi e tessuti.

Art.4: dichiarazione di volontà in ordine alla donazione.

Art.5: principi organizzativi. L’organizzazione nazionale dei prelievi è costituita dal Centro Nazionale per i trapianti, dalla Consulta Tecnica per i trapianti, dai centri regionali e dalle strutture delle ASL.

Art.13: il prelievo di organi è effettuato presso le strutture sanitarie accreditate dotate di reparti di rianimazione.

Art.17: le spese per il trapianto sono a carico del Ministero della Sanità

Art.18: i medici che effettuano i trapianti devono essere diversi dai medici che accertano la morte.

Art.19: è possibile l’esportazione a titolo gratuito d’organi e tessuti purché autorizzato dal centro nazionale. E’ vietata l’esportazione d’organi verso gli stati che ne fanno libero commercio.

Art.22: chiunque procura per scopo di lucro un organo o un tessuto è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da 10000 a 150000 €. Se il fatto è commesso da un sanitario, oltre ad essere condannato avrà anche l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.

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LA POSIZIONE DELLA CHIESA

 

Papa Giovanni Paolo II ha letto una lettera  ai  partecipanti al XVIII Congresso Internazionale sui trapianti, il 9 agosto 2000 a Roma.

Ecco un breve stralcio del discorso in cui manifesta chiaramente l’appoggio della Chiesa ai trapianti d’organi.

“…I trapianti sono una gran conquista della scienza al servizio dell’uomo e non sono pochi coloro che sopravvivono grazie ai trapianti…

Tuttavia anche questo settore della scienza medica presenta alcuni punti critici, che richiedono di essere esaminati da un punto di vista etico. “ Ciò che è tecnicamente possibile, non è perciò stesso moralmente ammissibile…..”

La decisione di offrire senza ricompensa una parte del proprio corpo per la salute di un altro, è un autentico atto d’amore.. Di conseguenza commercializzare organi risulta moralmente inaccettabile….

Un altro punto importante è l’accertamento della morte. La cessazione totale e irreversibile dell’attività encefalica, non è in contrasto con la dottrina morale…C’è l’esigenza di creare delle liste di attesa secondo criteri precisi…

Un altro problema riguarda i xenotrapianti, trapianto d’ossa provenienti da specie animali diverse dall’uomo. In linea di principio l’organo trapiantato non deve incidere sull’integrità psicologica o

 

genetica della persona….Sarà bene evitare quelle strade che non rispettano la dignità della persona; tentativi di clonazione umana…

Occorre seminare nel cuore dei giovani motivazioni vere e profonde che spingono alla carità, che si esprime anche attraverso la scelta di donare i propri organi”

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LA SOLIDARIETA’

 

Abbiamo cercato sul vocabolario la definizione del termine “solidarietà”. La definizione è la seguente:

Rapporto di comunanza tra persone pronte a collaborare tra loro ed assistersi a vicenda nella piena condivisione dei casi e delle responsabilità.

Insieme di legami di comunanza che sussistono tra gli esseri umani e la società di cui fanno parte.

 

Un americano ha scritto:” Se un cane morde un uomo questo non fa notizia, se , al contrario, un uomo morde un cane, questa è una notizia.” Alla luce di questa frase ci siamo chiesti se è corretto o negativo il fatto che gli articoli che compaiono sui giornali sulla solidarietà siano così pochi.

 

Camilla: secondo me, la scarsa informazione è negativa, perché è bene informare e incitare la gente a donare gli organi e il sangue. I lettori hanno il diritto di sapere tutto ciò che succede nel campo della donazione , che deve essere una cosa esplicita, aperta a tutti.

 

Carlotta: alla luce di questa frase è negativo il fatto che gli articoli sulla solidarietà siano così pochi, perché oggi tutto è dominato dall’egoismo, dalla corsa al denaro e non importa niente se si perde una vita o si semina il terrore.

 

Manuela: non è giusto che gli articoli sulla solidarietà siano così pochi. Perché ogni essere umano, malato di tumore deve essere trapiantato ed ha bisogno dell’aiuto degli altri.

 

Erika: è giusto scrivere sui quotidiani notizie di solidarietà, perché è bello che le persone si aiutino tra di loro.

 

Elena: è negativo il fatto che gli articoli sulla solidarietà siano così pochi perché si dovrebbe sensibilizzare l’opinione pubblica per dare una mano a chi ne ha bisogno.

 

Selene: i fatti di violenza e di cronaca nera o superano quelli di bontà e di solidarietà o attirano maggiormente i lettori.

 

Abbiamo poi riflettuto sulla nostra esperienza personale, cioè se conosciamo persone che si

comportano in modo solidale con gli altri.

 

Niccolò: mia nonna, che pur non essendo iscritta a gruppi organizzati raccoglie vestiti per persone povere.

 

Erika: la mamma di una mia amica che oltre a fare la maestra nelle scuole, quando è libera, va a fare volontariato nelle case dove i bambini vivono o senza mamma o senza papà.

 

Manuela: conosco una signora che ha aperto una casa-famiglia ed accoglie chi ha bisogno di aiuto.

 

 

 

Andrea: quando mio nonno stava male, per circa due mesi è sempre venuto un volontario a fargli compagnia.

 

Elena: conosco una persona che è venuta per due mesi a curare mio padre con estrema disponibilità e preparazione.

Selene: alcuni amici della mia mamma volontariamente si prestano ad aiutare anziani in difficoltà o bambini piccoli che hanno i loro genitori occupati.


Alberto: mia nonna, benché malata del morbo di Parkinson, quotidianamente andava ad aiutare una sua vicina molto anziana.

 

Niccolò: il mio vicino di casa , di nome Giorgio Bardi, lavora nella Misericordia di Pontremoli, come volontario. Secondo lui fare questo significa essere solidali con le altre persone.

 

Carlotta: mio nonno è impegnato in azioni di volontariato presso la Misericordia di Pontremoli; accompagna le persone ad eseguire esami, visite o terapie. Fa quest’opera con entusiasmo perché ritiene di ricevere molte soddisfazioni nell’aiutare chi ha problemi di salute. Infatti ritiene che più di tutti gli altri abbiano bisogno di conforto e sostegno nel difficile momento della malattia.

 

Per una settimana ci siamo impegnati a raccogliere sui quotidiani articoli che parlano di cronaca bianca e cronaca nera. Alla fine abbiamo raggiunto le seguenti conclusioni:

 

Camilla: sfogliando il giornale mi sono accorta che le notizie di cronaca nera sono molte in confronto a quelle di cronaca bianca. Penso che la violenza stia aumentando, anche perchè siamo in prossimità di una guerra.

 

Elena: lo spazio che viene dedicato alla cronaca nera, spesso abbonda di particolari, che più che far riflettere fanno aumentare il rancore contro chi compie atti malvagi. I giornali dovrebbero esaltare anche gli atti di bontà, di cooperazione perché tutti ne traggano esempio.

 

Luca: secondo me gli spazi dedicati alla cronaca bianca sono troppo pochi perché sicuramente fa più clamore una notizia di cronaca nera che una di cronaca bianca

 

Carlotta: le pagine dei quotidiani sono piene di articoli che riguardano fatti di cronaca nera: omicidi, rapine, sequestri di persona, occupando un gran numero di pagine. Le azioni di solidarietà, di altruismo, vengono ricordate poco, rimanendo ai margini  in piccoli trafiletti. Tutto questo perché vengono considerate più d’effetto le brutte notizie che non le buone.

 

Selene: i fatti di violenza e di cronaca nera superano quelli di bontà e di solidarietà  perché attirano l’attenzione morbosa dei lettori e così fanno vendere più giornali.   

 

In definitiva siamo stati tutti concordi nell’affermare che le brutte notizie sono più interessanti di quelle belle, che i giornali sono stracolmi di articoli e fatti di violenza, non solo i quotidiani , ma anche i settimanali o i mensili. Purtroppo le cose belle non fanno notizia e non interessano a nessuno.    

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TESTIMONIANZE

 

Don Carlo Gnocchi, primo donatore di cornee

 

 

Nato nel 1902 e morto nel 1956, condusse una vita che fu continua testimonianza di dedizione agli altri. Dedicò tutta la vita, infatti, al recupero dei bambini sfortunati. Riuscì a creare a Milano  nel 1955, un centro per riabilitare i mutilati.

Don Carlo Gnocchi si ammalò di tumore. Un anno prima di morire aveva dichiarato:”Se dovessi morire, voglio che cerchiate di dare i miei occhi a due dei miei ragazzi”.

Così accadde: il professor Cesare Galeazzi, famoso oculista, eseguì con successo l’intervento, che all’epoca non era consentito dalla legge. I beneficiari furono due: Silvio Colagrande e Amabile Battistello.

Il primo aveva dodici anni ed era rimasto vittima di uno spruzzo di calce viva che lo aveva colpito agli occhi. La seconda aveva un leucoma per cui aveva perso la vista: All’epoca aveva 19 anni, ora ne ha più di 63, si è sposata  ed ha un figlio a cui ha raccontato cosa significa ritornare a vedere dopo anni di buio e portare sempre con sé una parte di un altro uomo.

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IN LUNIGIANA ULTIMAMENTE…

 

SUOR GESUINA BRESCIA DONA UNA PARTE DI SE’ AI FRATELLI

 

Nata a Cerva di Catalano il 9 novembre 1931, entra tra le Suore del Lieto Messaggio.Questa congregazione aveva fondato la casa madre a Pontremoli. Si spostò da un paese all’altro d’Italia, tra bambini, anziani e malati delle case di riposo, trasmettendo la fede e servendo nella carità. Da alcuni anni era rientrata a Pontremoli con la salute malferma. Il giorno delle ceneri del 2000 fu colpita da emorragia cerebrale ed entrava in coma. Rispettando i suoi desideri, fin da giovane aveva fatto parte dell’AIDO, ha donato il fegato e i reni offrendo nuove speranze di vita a tre persone. Si è trattato del primo intervento del genere effettuato in Lunigiana. E’ stata mobilitata la commissione per l’accertamento della morte cerebrale, il coordinatore dell’ASL per i trapianti ed il primario. L’espianto degli organi è stato fatto da un’equipe di chirurghi di Pisa.

Quello di Suor Gesuina è stato l’ultimo atto di generoso esempio di donazione per i propri fratelli nella vita e oltre la vita.

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IL GRANDE DONO DI ALEX

 

Alex Giumelli , 15 anni di Noce di Zeri, ha improvvisamente concluso, nel novembre scorso, la sua vita terrena. I genitori hanno compiuto il meraviglioso gesto ,disinteressato e gratuito, di donare gli organi del loro figliolo. Ad Alex dicono “grazie!” quanti torneranno a sperare:il bambino che con gli occhi di Alex tornerà a vedere i colori, colei che , con i suoi reni, potrà staccarsi dalla dialisi quotidiana, tutte quelle persone trapiantate che , con gli organi ed i tessuti di Alex, torneranno a dire, convincendo anche gli altri che, in fondo, “ c’è ancora del bene nel mondo, tanto bene e sarà il bene, ossia l’amore , a salvarlo”.

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L’ATTESA DELLA DONAZIONE

 

Abbiamo letto in classe alcune testimonianze di persone che sono in attesa del trapianto. Sono lettere che abbiamo trovato su internet e ci hanno colpito per la drammaticità del loro contenuto, per la disperata e spasmodica attesa di un organo che possa ridare la speranza di una vita normale. In particolare ci ha fatto riflettere la testimonianza di un uomo di trentotto anni in attesa del trapianto di reni, tutt’ora in dialisi. E’ una storia particolarmente drammatica, poiché quest’uomo credeva di avere vinto la sua lotta per la vita con un precedente trapianto, solo che è sopraggiunto a distanza di tempo un rigetto ritardato…così la sua vita si è nuovamente spezzata, ed è ricominciato il calvario dell’attesa: Alla domanda: “ Di cosa ha paura?”, la risposta è stata :”Oramai quasi di nulla: Forse

 

del terrorismo psicologico, di chi dice che adesso toglieranno gli organi ai vivi. Per favore, un po’ di pietà”.

Un’altra testimonianza è quella di una signora di quarantaquattro anni…terribili sono le sue parole:” Durante i sette mesi d’attesa, per un fegato nuovo, mi angosciava una terribile preoccupazione: stavo vivendo aspettando che accadesse qualcosa…la mia vita si era ridotta  a sperare in una morte!…la mia vita era vuota , imprecisa, non pensavo al domani perché, non sapevo se ci sarebbe stato un domani per me!…ora mi sento cambiata dentro e mi sembra di capire di più i problemi degli altri. Chi soffre, o ha sofferto molto, e ritorna a vivere, non è più la stessa persona di prima, qualcosa sicuramente in lei è cambiato.” Parole dure e piene di sofferenza che evidenziano lo stato di paura e incertezza che affollano l’animo di chi si trova nella situazione opposta di chi dona: chi attende nella sofferenza quel dono che può salvare la vita!!!

Abbiamo esaminato anche la testimonianza di  un medico che ha ricevuto un cuore nuovo:”Ancora oggi, la medicina è prevalentemente somatica e poco psicologica: Se, infatti, per il cardi-chirurgo il cuore è un organo, per il paziente è molto di più. Nel mio caso mentre la ripresa fisica completa si è avuta dopo circa 7-8 mesi. Quella psicologica ha necessitato più tempo. Quando mi sono accorto che stavo facendo progetti per il futuro, ho realizzato non solo di essere vivo fisicamente, ma di essere “guarito” anche psicologicamente. Dalla società noi trapiantati siamo sempre visti come individui con precaria stabilità fisica, dei miracolati: non è così, siamo, usando minime precauzioni, identici a tutte le altre persone, abbiamo soltanto una cicatrice in più…In chiusura di questa testimonianza, voglio ringraziare . ..soprattutto i genitori del ragazzo che, pur nella drammatica esperienza vissuta in quel momento, decisero di donare il cuore del loro caro. Io mi sforzo, per quanto possibile, di conservarlo bene e di tenerlo in grandissima considerazione”.

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LA PAROLA AL DOTT. EZIO SZORENYI, COORDINATORE ASL PER L’ATTIVITA’ DI DONAZIONE

 

“La situazione in merito alla Donazione di Organi e Tessuti a scopo di Trapianto nella nostra Provincia è migliorata dal 1997 al 2002, a dimostrazione di una crescente cultura della donazione che in questi ultimi cinque anni si è sempre più andata affermando”.

 

 

 

 

 

GRAFICO DELLE DONAZIONI NELLA ASL n° 1 di Massa Carrara, Pontremoli, Fivizzano

 

 

 

 

 

 

 

 

anno 1997

anno1998

anno1999

anno 2000

anno 2001

 

6

38

72

78

88

Cornea

0

4

6

8

13

Valvole cardiache

0

0

6

7

11

Tessuto osseo

0

0

6

7

11

Tessuto cutaneo

0

0

3

4

4

Organi

 

 

 

LEGENDA

 

 

 

Cornea

 

V.cardiache

 

T.osseo

 

T.cutaneo

 

Organi

 

 

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QUESTIONARIO PROPOSTO ALLE  FAMIGLIE

 

Abbiamo proposto un questionario ai genitori e ai nonni dei ragazzi della classe coinvolta nel progetto. Sono stati raccolti dati  relativi a un campione di : 22 donne di età compresa tra i 30 e i 40 anni, 17 donne di età compresa tra i 50 e gli 80 anni, 18 uomini di età compresa tra i 30 e i 45 anni, 10 uomini di età compresa tra i 50 e gli 80 anni.

 

Ecco le domande proposte nel questionario:

 

1)Sarebbe favorevole alla donazione degli organi?             no         non so

 

2)Conosce le leggi relative al prelievo e al trapianto degli organi?             no        non so

 

3)I medici che effettuano il trapianto sono gli stessi che stabiliscono la morte cerebrale del    paziente?                    no           non so

 

4)E’ una legge recente o no?           no           non so

 

5) Ha compilato in maniera affermativa il tesserino inviato dal Ministero della Sanità?     no

 

6) Conosce le finalità dell’AIDO?            no

 

7)E’ iscritto all’AIDO?             no

 

8) Esistono delle strutture specializzate o dei gruppi di medici specialistici per effettuare l’espianto degli organi?            no           non so

 

9)Le spese sono a carico del SSN?             no         non so

 

10)E’ vietata l’esportazione di organi o tessuti verso gli stati che ne fanno libero commercio?              

              no               non so

 

11)Chi procura per scopo di lucro organi o tessuti è punito dalla legge?             no          non so

 

a)Se ha risposto no indichi qual è il motivo:

 

-         paura di non essere realmente morto

-         non mi fido dei medici

-         per egoismo

 

12) Donerebbe i suoi organi a chi non è favorevole? Sì        no        non so

 

13) E’ informato sulla posizione della Chiesa rispetto alla donazione? Sì       no       non so

 

 

I risultati sono stati abbastanza confortanti, infatti gli uomini di età compresa tra i 30 /45 anni sono nella quasi totalità del campione favorevoli alla donazione degli organi ( ben 16 su 18 ),mentre le donne meno favorevoli alla donazione sono quelle di età compresa tra i 50 / 80 anni ( 6 no , un non so, 10 sì ).

 

 

Gli uomini di età compresa tra i 30 e i 45 anni sono tra i più informati sulla normativa che regola la donazione.

Il fatto di sottoporre ai nostri genitori il questionario sulla donazione ci ha fatto capire che anche loro sono a conoscenza di questa problematica , ma che in molti casi non sono molto aggiornati sui particolari circa l’iter dei trapianti e  la legge che li  regolamenta .

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